I giovani, la movida e l'autorità dei padri PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Giugno 2009 10:32

di Michelangelo NASCA

Bruciano i cassonetti dell’immondizia, lanciano sassi contro gli autobus, rubano gli scooter e all’occorrenza – al termine delle loro serate – sistemano in strada tavolini e sedie sperando che un automobilista, prima o poi, vi sbatta contro!

Non stiamo descrivendo le scene di un set cinematografico ma un’allarmante norma comportamentale che caratterizza molti gruppi di giovani palermitani. “Ci annoiavamo” – dichiarano, come se nulla fosse, agli agenti di polizia che li hanno arrestati durante una delle loro bravate – “E’ stato solo per divertimento”, “Non sapevamo che fare sabato sera, era solo un modo per rompere la noia”!!!

Tutto questo non accade soltanto a Palermo, ma in moltissime altre città italiane, dove la distinzione tra “bravo e cattivo ragazzo” non esiste più. Il nucleo familiare di tanti giovani – frantumato e sconfitto da mille contraddizioni e desideri incontrollati di libertà – ha costretto i ragazzi a cambiare “residenza” e a migrare verso un’altra tipologia di gruppo, dove tutto è vissuto in base alle proprie emozioni ed illusioni, senza una vera e propria autorità capace di guidarli; un po’ come nel Paese dei balocchi per Lucignolo e Pinocchio… dove non ci sono scuole, non ci sono maestri, non ci sono libri. Un paese benedetto dove non si studia mai, dove le giornate trascorrono baloccandosi e divertendosi dalla mattina alla sera. La sera poi si va a letto, e la mattina dopo si ricomincia daccapo!

“In questa società dell'off limits, –come ha evidenziato Vittorino Andreoli, psichiatra e scrittore italiano– si va in gruppo per fare quello che da soli non si riesce a fare. Il gruppo come tramite per vincere le ultime barriere e sentirsi senza regole, senza norme. Anche quando, come spesso negli adolescenti, si sta insieme senza un progetto, si è - proprio per questo - aperti a tutti i progetti possibili. […] Il gruppo permette a molti anonimi, a tanti «nessuno», di diventare eroi, sia pure del nulla o del male”.

Talvolta i ragazzi scelgono di incontrarsi nella consumata movida cittadina (birrerie, pub e discoteche) per consumare indisturbati le principali bevande alcoliche considerate pratica indispensabile per l’accettazione sociale, beni privilegiati di consumo. Il concetto di aperitivo, da sorseggiare in compagnia di un amico, è ormai definitivamente scomparso nel linguaggio parlato dei nostri giovani… e anche nei fatti! Della granita manco a parlarne. Oggi si beve e si utilizza un gergo correlato, molto tecnico; se non vuoi sfigurare con gli amici devi chiedere un drink, un happy hour (dove happy hour sta, paradossalmente, per ora felice e non si capisce se sei felice perchè bevi e mangi o se perchè sei in buona compagnia!) o uno spritz (composto da vari elementi alcolici) “solo” per iniziare la serata. Gli apparenti innocui bicchierini di rum e tequila (chupiti), da bere in un colpo solo, hanno generato una sorta di “dama alcolica” (conosciuta tra i più giovani) dove le pedine poste sulla scacchiera sono sostituite dai bicchierini colmi appunto di rum e tequila. Si passa poi al binge drinking (il bere da sballo), consistente in sei bicchieri da mandare giù a seconda dell'occasione. Vino, whisky, sambuca, vodka diventano poi micidiali se assunti insieme durante il corso di una serata. E' qui che si sperimentano le bevande «alternative» e i comportamenti trasgressivi.

Non è possibile arginare questo drammatico problema se non ritorniamo (noi adulti, padri e madri, fratelli e sorelle maggiori) ad educare i più piccoli. E’ necessaria una “auctoritas”, una forza, cioè, capace di far crescere i ragazzi, che sia in grado di indicare la direzione giusta e di operare la distinzione tra bene e male, un moto culturale nuovo che deve contrastare i modelli imposti dalla tv spettacolo e dalla politica dei furbastri. “Non bastano le leggi dello Stato, specie quando servono invece per aggiustare gli interessi dei potenti; non sono sufficiente le pene quando si conoscono le regole per evitarle, occorre una forza autorevole, un padre” (V. Andreoli).

(Tratto da www.medeu.it)

 

ON THE AIR

Radio Scalzi

IL MEC ALLA RADIO

MecTV.it

contattaci

Sempre aggiornato: