| Quattro parole per gli studenti che riprendono la scuola |
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| Giovedì 16 Ottobre 2008 16:59 | |||
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Avete preparato il grembiulino che il ministro raccomanda per sembrare tutti quanti belli, puliti e ordinati? Vi siete messi in testa di fare i bravi, altrimenti un bel cinque in condotta vi costringerà a ripetere l’anno? Bene, allora potete sentirvi a posto e varcare il portone della scuola…peccato che ve ne manchi la voglia. Certo, in fondo in fondo, un po’ di voglia c’è. Ritrovare i compagni, almeno qualcuno, fare ricreazione davanti alla macchinetta del caffè e vedere che faccia hanno i primini…o le primine. Ma chi se la sente di ricominciare con l’incubo delle verifiche o con il capestro delle interrogazioni programmate? E poi la noia! Quella infinita noia che vi assedia nel momento in cui il prof è solo a un terzo della lezione e sapete che per i prossimi quaranta minuti vi toccherà lottare contro il sonno e la tentazione continua di lasciar andare il cervello a mille fantasie in mille mondi lontani mille miglia da lì…e intanto lui parla, parla, parla…“Ci vuole buona volontà”, raccomandano genitori e insegnanti. Ma a nessuno di voi fa un qualunque effetto essere spronati a usare la “buona volontà”, vero? Perché la “buona volontà”, quella a cui pensa la maggior parte degli insegnanti, è una zitella vestita piuttosto male, sempre all’antica, incapace di farsi una risata a cuore aperto, solo a denti stretti stretti …ma chi si metterebbe mai in viaggio con una così? Un lungo viaggio di un anno come quello scolastico ha bisogno di ben altri stimoli. Cerchiamone solo alcuni. Indispensabili.• Primo. L’intelligenza si mette in moto solo grazie al desiderio. Pensate che si può entrare in classe senza censurare i desideri più veri, anzi, senza censurare il desiderio. Ma avete qualche desiderio? Sapete riconoscere il desiderio da cui nascono il volere, il cercare, il tendere in avanti? Lo studio e il rapporto con insegnanti e compagni può, se volete, diventare un’occasione per portarlo a galla e cercare strade di risposta. Letterature, storie, filosofie, scienze naturali e matematiche possono indicarvi, se affrontate con curiosità, strade interessanti e perfino appassionanti. Non è necessario capitare in una scuola “super”, avrete sempre qualcuno da cui imparare, se la vostra cresta non è così alta da occupare tutto l’orizzonte. Il requisito essenziale sei tu e la capacità di apertura del tuo spirito. • Secondo. Perché ci sia desiderio deve esserci gioia! • Terzo. Man mano crescete, dovete imparare a prendere voi stessi nelle vostre mani. Se è vero • Quarto. Un pensiero di Dietrich Bonhoeffer: “ Niente può guidarci a Dio come l’amicizia con
UNA PAROLA PER GLI INSEGNANTI La lascio a Don Milani. Non ha bisogno di commenti, ma solo di due domande: che faccia ha/hanno il tuo/tuoi Gianni? In quanti modi è possibile perderlo/i? “ Se ognuno di voi sapesse che ha da portare avanti a ogni costo tutti i ragazzi e in tutte le materie, aguzzerebbe l’ingegno per farli funzionare. Dialoghi Carmelitani, Settembre 2008
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