Due sole mani alzate! PDF Stampa E-mail
Martedì 29 Settembre 2009 19:31

di P. Gino Toppan

Entro la mattina del lunedì in una quinta scientifico.  Non ho il problema del programma da svolgere.  Si parla a ruota libera.  Ad un certo punto chiedo: "Quanti di voi sono andati a Messa ieri (domenica)?".  Si alzano due (2) mani.  Per essere in una scuola cattolica il numero non è particolarmente entusiasmante.  Solo due, ma equamente divisi: un maschio ed una femmina!
Ne è scaturita una discussione pacata e interessante dalla quale traggo alcune riflessioni.

Cristo-Chiesa?  Nessuna ostilità o rancore.  Anzi, devoto rispetto.

Dice un ragazzo: "La Domenica è per riposarsi.  Mi alzo alle 11.30 e la Messa è già scappata.  Ma comunque, Dio ce l'ho dentro di me... che bisogno c'è di andare a Messa?".

In questo intervento vedo la fotografia esatta e impietosa di come stanno le cose.  La gran parte dei ragazzi tratta Dio alla stregua di un sentimento privato.  Un luogo di rifugio nel momento del bisogno.  Non è un incontro dentro la storia.  La storia è fatta di scuola, di amicizie, di interessi, di vita affettiva...

Il problema di Dio si perde in un vago clima sentimentale ed estetico.

Guarda caso: proprio nello stesso giorno, nella spianata sulla via di Melnik, nella Repubblica Ceca, Benedetto XVI si rivolgeva ad alcune migliaia di giovani con queste parole:  "Il Signore viene incontro a ciascuno di voi.  Bussa alla porta della vostra libertà e chiede di essere accolto come  amico. (…) La fede cristiana è questo: l'incontro con Cristo, Persona viva che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva... Il Papa vi chiede di vivere con gioia ed entusiasmo la vostra fede; di crescere nell'unità tra voi e con Cristo; di pregare e di essere assidui nella pratica dei Sacramenti, in particolare dell'Eucarestia e della Confessione" (28 settembre 2009).

Il Cristianesimo è la Grazia di un Incontro che ci fa scoprire che la verità ha un nome Dio; e che il bene ha un volto: Gesù Cristo.

Prego perché i nostri ragazzi del Mec entrino baldanzosi e lieti nelle loro scuole consapevoli di aver fatto l'Incontro determinante la loro vita.  Lascio a ciascuno di loro le parole di Madeleine Delbrel: "Signore, ciascuno di noi è a una delle tue frontiere.  In ciascuno di noi deve avvenire la tua crescita e non altrove.  Ognuno di noi è la sabbia che la tua sorgente deve attraversare per andare più lontano; il bosco bruciato che il tuo fuoco deve attraversare per raggiungere un altro bosco; la finestra attraverso la quale la tua luce entra nella casa".

Con affetto P. Gino

 

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