| Testimonianza su Pietralba |
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| Lunedì 07 Dicembre 2009 06:15 | |||
Testimonianza di Valeria Ilarda, universitaria di Palermo, sull’esperienza vissuta a Pietralba insieme ad altri 139 universitari provenienti da diverse regioni italiane.Inizia la terza avventura di Pietralba. Per me è solo la prima volta e ho tanta voglia e curiosità di vivere questa esperienza. Nonostante il freddo pungente, l'accoglienza è stata calorosissima, tanto da sentirmi subito a mio agio. Io e la mia dose di adrenalina quella sera andammo a letto presto perchè il viaggio era stato lungo e faticoso e quello che mi aspettava nei giorni seguenti sapevo che non sarebbe stato da meno. Il tema di quest'anno era "il volto della libertà", una tematica più che mai viva e presente (interessante) per dei giovani come noi. Le lezioni di Padre Antonio Sicari (introdotte da canzoni), nonchè l'intervento del professore Francesco Agnoli hanno dato diversi spunti di riflessione sul modo in cui intendiamo la libertà, su ciò che il Cristianesimo ha donato ai suoi cristiani. Si è iniziato da un'attenta riflessione sull'Io, in quanto persona avente un nucleo indivisibile, inviolabile. Il viaggio percorso continua con Agnoli, con il quale siamo tornati indietro nel tempo fino all'età di Costantino, al fine di analizzare le novità cristiane della libertà in quella realtà nella quale dominava il paganesimo e il panteismo. La lezione, poi, con Lella ci riporta un pò più avanti, fino a Kierkegaard per leggere la fiaba delle oche selvatiche e delle oche domestiche, lanciando questa sorta di provocazione sul nostro modo di rapportarci con gli altri e sulla nostra capacità di rischiare per i nostri ideali religiosi e uscire da un recinto che ci costringe e volare alti nel cielo. Ora mi chiedo: sì è vero, gli spunti sono tanti, ma cos'è veramente la libertà? E' un modo per affermare noi stessi? Essere libero significa sentirsi Dio? La libertà è uno scopo? Le domande sono tante, i dubbi altrettanti, e le risposte? Forse le parole di Padre Antonio, secondo me, potrebbero aiutarci a comprendere cos'è la libertà e magari anche a saperla usare: "la libertà" è un bel disegno di Dio. Essa ha delle custodie che la proteggono. La prima è la realtà, la verità, che ci viene donata nella creazione. La seconda custodia è la carità, l'amore. L'amore è dono e infatti tutto ciò che hai voglia di prendere si tramuta in tutto ciò che hai voglia di dare quando incontri l'altro nel meccanismo di Dio. Essere libero significa proprio affermare l'altro. La terza custodia, infine, è il bene. L'immagine della libertà custodita così bene come fosse un gioiello preziosissimo, mi ha dato l'idea di quanto essa possa essere tanto importante. E' stato significativo anche il gesto di attaccare i biglietti sui quali avevamo scritto, il primo giorno, cosa fosse per noi la libertà sulla porta d'ingresso della sala, cosicchè ognuno potesse confrontarsi con le varie opinioni degli altri. La realtà del MEC, soprattutto di quella universitaria a me più nota, è una bellissima testimonianza del modo in cui la grandezza e l'amore di Dio possa far sentire tanto vicine 140 persone provenienti da luoghi così lontani e con le idee e opinioni tanto diverse ma tutte convergenti, verso un unico vertice che è Dio. Il dono di Dio, dell'amore e quello della comunicazione con Lui l'ho avvertito in ogni momento di questa vacanza, nei fortissimi momenti comunitari, in quelli di svago e nelle celebrazioni eucaristiche. Spero che il carisma del Carmelo e la Madonna bellissima di Pietralba mi concedano altre possibilità come questa, di scoprire parti di me e del mondo che non conoscevo e di annunciare sempre Cristo. Valeria Ilarda, Palermo
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