Il 10 ottobre 2020, un giovane, Carlo Acutis, è stato proclamato beato.
Nella Christus vivit Papa Francesco lo aveva già indicato ai giovani per camminare con fiducia verso la santità, l’unica grande meta della nostra vita. Ecco le sue parole:
“Ti ricordo la buona notizia che ci è stata donata il mattino della Risurrezione: che in tutte le situazioni buie e dolorose di cui parliamo c’è una via d’uscita. Per esempio, è vero che il mondo digitale può esporti al rischio di chiuderti in te stesso, dell’isolamento o del piacere vuoto. Ma non dimenticare che ci sono giovani che anche in questi ambiti sono creativi e a volte geniali. È il caso del giovane Venerabile Carlo Acutis.
Egli sapeva molto bene che questi meccanismi della comunicazione, della pubblicità e delle reti sociali possono essere utilizzati per farci diventare soggetti addormentati, dipendenti dal consumo e dalle novità che possiamo comprare, ossessionati dal tempo libero, chiusi nella negatività. Lui però ha saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza.
Non è caduto nella trappola. Vedeva che molti giovani, pur sembrando diversi, in realtà finiscono per essere uguali agli altri, correndo dietro a ciò che i potenti impongono loro attraverso i meccanismi del consumo e dello stordimento. In tal modo, non lasciano sbocciare i doni che il Signore ha dato loro, non offrono a questo mondo quelle capacità così personali e uniche che Dio ha seminato in ognuno. Così, diceva Carlo, succede che “tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie”. Non lasciare che ti succeda questo” (Papa Francesco, Christus vivit, nn. 104-106).
La sua breve vita parla a noi e a tutti i giovani del nostro tempo. Da lui possiamo imparare ad amare l’Eucarestia, vera autostrada verso il cielo e “luogo” dove accade un rapporto unico d’amore tra il Padre e ciascuno di noi e ad usare ogni mezzo per comunicare a tutti il Vangelo e la bellezza del Cristianesimo.