Il Papa nel discorso ai diplomatici del 9 Gennaio affronta il tema del dialogo e della parola.
Il 9 gennaio Papa Leone XIV ha tenuto il suo primo discorso annuale ai membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
Ci ha così offerto una riflessione sullo stato del mondo e sulle sfide diplomatiche attuali.
Come ormai sappiamo la sua richiesta di pace si fa sempre più intensa, attraverso le dichiarazioni, le omelie e le parole dell’ Angelus di piazza San Pietro.
Ma in questa occasione ha dettagliatamente parlato di tutte le guerre attuali dall’ Ucraina al Sudan, dalla Palestina al Myanmar, fino alla crisi venezuelana.
Ha messo in guardia contro la deriva della forza, ha detto che la guerra è purtroppo tornata di moda come strumento legittimo di politica internazionale.
Ha sollecitato una riforma ed un rafforzamento delle Nazioni Unite e degli organismi multilaterali (ONG e Associazioni di cooperazione e sviluppo internazionale).
Ci ha così offerto una riflessione sullo stato del mondo e sulle sfide diplomatiche attuali.
Come ormai sappiamo la sua richiesta di pace si fa sempre più intensa, attraverso le dichiarazioni, le omelie e le parole dell’ Angelus di piazza San Pietro.
Ma in questa occasione ha dettagliatamente parlato di tutte le guerre attuali dall’ Ucraina al Sudan, dalla Palestina al Myanmar, fino alla crisi venezuelana.
Ha messo in guardia contro la deriva della forza, ha detto che la guerra è purtroppo tornata di moda come strumento legittimo di politica internazionale.
Ha sollecitato una riforma ed un rafforzamento delle Nazioni Unite e degli organismi multilaterali (ONG e Associazioni di cooperazione e sviluppo internazionale).
Ma l’affondo davvero interessante mi sembra quello sulla impossibilità del dialogo tra Stati per via della fluidità del linguaggio e dell’indebolimento della parola.
Riscoprire il significato delle parole è forse una delle prime sfide del nostro tempo.
“Abbiamo bisogno che le parole tornino ad esprimere in modo inequivoco realtà certe. Solo così può riprendere un dialogo autentico e senza fraintendimenti.”
Il Papa fa notare che “il paradosso di questo indebolimento della parola è sovente rivendicato in nome della stessa libertà di espressione. Tuttavia, a ben vedere, è vero il contrario: la libertà di parola e di espressione è garantita proprio dalla certezza del linguaggio e dal fatto che ogni termine è ancorato alla verità. Duole, invece, constatare come, specialmente in occidente, si vadano sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano.
Da questa deriva ne conseguono, purtroppo, altre che finiscono per comprimere i diritti fondamentali della persona a partire dalla libertà di coscienza.
Da questa deriva ne conseguono, purtroppo, altre che finiscono per comprimere i diritti fondamentali della persona a partire dalla libertà di coscienza.
Articolo a cura di Teresa Gentiloni