Il loro sangue, la nostra voce

Lettera al Movimento – P. Fabio Silvestri

Mentre i media di tutto il mondo raccontano quotidianamente le ferite dei conflitti a Gaza e in Ucraina, esiste un dolore che rischia di rimanere avvolto in un inspiegabile silenzio. È su questa “dimenticanza” mediatica che Padre Fabio Silvestri, a nome del Movimento Ecclesiale Carmelitano, desidera accende i riflettori. 

Nel silenzio totale dei Mass media italiani ed internazionali, si è consumato uno dei più grandi sequestri di massa nella storia recente della Nigeria. Avvenuto il 21 novembre scorso a Papiri, nello Stato del Niger: circa 60 terroristi hanno fatto irruzione nella Scuola Saint Mary, rapendo 303 alunni e 12 insegnanti. Si tratta di bambini e ragazzi tra gli 8 e i 17 anni, pari alla metà degli iscritti dell’istituto.

Padre Fabio ci costringe a un confronto personale scomodo: come ci sentiremmo se la metà della scuola dei nostri figli venisse portata via nel nulla? Non si tratta solo di cronaca, ma di una persecuzione sistematica che vede la Nigeria come il Paese con il più alto numero di cristiani uccisi e rapiti al mondo. Di seguito alcuni dati estratti da Open Doors International:

  • 4.476 cristiani uccisi;

  • 4.744 arrestati senza processo;

  • 3.775 rapiti;

  • 7.679 chiese o edifici annessi attaccati.

È pacifico concludere che l’80% delle attuali persecuzioni religiose nel mondo riguardi proprio i cristiani, coinvolgendo circa 380 milioni di fedeli. 

Di fronte a telegiornali e istituzioni che tacciono, il Movimento Ecclesiale Carmelitano sceglie di non tacere. L’invito è rivolto a tutti per domenica 30 novembre, inizio del Tempo di Avvento: dedicare le Messe, le preghiere e i ritiri spirituali al ricordo dei cristiani perseguitati e, in particolare, agli studenti nigeriani rapiti. La richiesta è una preghiera non solo per le vittime, ma di affidare al Signore anche i persecutori, affinché il sangue dei nostri fratelli non sia vano, ma renda questa terra “un luogo di speranza e di pace”. 

La nostra fede poggia anche sulla testimonianza di chi soffre per essa oggi. Facciamo sì che la loro voce diventi la nostra.

Per il testo completo si rinvia qui sotto:

Lettera al Movimento