I due viaggi di Maria: amore in movimento

Si concludono qui le brevi riflessioni/provocazioni, suggerite da P. Gianni Bracchi ocd, per questo periodo di Avvento 2024, sempre accompagnate da un canto.
Buona lettura, ascolto e riflessione

“Ave Maria, piena di Grazia”: piena di Dio, piena di Gesù. Gesù è veramente troppo grande per non riempirle interamente il corpo e il cuore. Da qui, il primo viaggio di Maria da Elisabetta, col desiderio di incontrare chi può condividere il Mistero che la abita, grazie al Disegno che le accomuna. Elisabetta prorompe in estatica esultanza, e il figlio -Giovanni – nel suo grembo, danza. Là dove il Cielo tocca la terra, l’uomo scopre la gioia. Il secondo viaggio di Maria è a Betlemme, in obbedienza all’editto dell’imperatore Cesare Augusto, e per dare a Dio la possibilità di realizzare le profezie sulla nascita del Messia. Ma, l’avvenimento, atteso da secoli, si scontra con la distrazione, la dissipazione, la disperazione di uomini ciechi e sordi! Non c’è posto per Giuseppe, Maria e il Bambino; una stalla per riparo, una mangiatoia per culla, e dei poveri pastori per fare festa. Ancora oggi Maria è in viaggio, alla ricerca di cuori accoglienti, “pronta a donare il suo Gesù ad ogni uomo che Lo cerca”. Li troverà?

Rifletti: Dio ti ha creato per donarti suo Figlio; ti ha scelto come Suo discepolo e Suo amico: è un grande dono e una grande responsabilità! C’è da piangere dalla commozione e fare festa!

Veramente per te Gesù il centro affettivo che unifica il tuo cuore “dalla nascita in due scisso”? Quali sono le scelte che ti hanno aiutato a riempire interamente di Gesù il tuo cuore? E quali le scelte che invece ti hanno inaridito e svuotato il cuore?

 

RACCONTO DI NATALE

(Parole: Antonio M. Sicari; Musica: Gianni Bracchi)

 

Ritornello
Ave, ave Maria, ave, ave Maria,
il Signore è con te, ave Maria.

La voce del tuo angelo, mio Dio
da nove mesi porto ormai nel cuore
e il vergine mio corpo che t’ho dato
di gioia trasale brividi materni.

Com’è deserta la città affollata
che non ha spazio per il suo Signore
mentre il mio lieto annuncio silenzioso
va incontro a rudi e semplici pastori.

O mio Bambino un arido presepe
è la tenera culla che sognavo
qui ti contemplo piccolo, mio Dio
e vedo il cuore fragile del mondo.

Un’alta voce d’angeli risuona
su questa fredda grotta che ti accoglie
“Nel più alto dei cieli è gloria a Dio”
e per noi qui con Te nasce la pace.