La cattedrale di Santa Sofia a Kiev. Le parole di Giovanni Paolo II

Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che tra i possibili obiettivi dei bombardamenti dell’esercito russo a Kiev ci possa essere anche la Cattedrale di Santa Sofia, uno dei tesori della storia religiosa e dell’arte di quella antica terra denominata Rus’ di Kiev. Dal 1990 è Patrimonio dell’Umanità.

Stanno a quanto riferisce la famosa Cronaca di Nestore (XII sec) la chiesa venne fatta costruire da Jaroslav il Saggio a partire dal 1037, quando perciò non era ancora avvenuta la rottura tra la Chiesa d’Oriente e quella d’Occidente. La sua costruzione venne ultimata nel 1045 quando, per impulso dello stesso Jaroslav, prese avvio anche a Novgorod la costruzione di una nuova chiesa anch’essa consacrata a Santa Sofia. In Occidente, pochi anni, dopo si comincerà a decorare la Basilica di San Marco.

La Cattedrale di Santa Sofia è ornata da stupendi mosaici risalenti agli anni della costruzione e a quelli immediatamente successivi. Qui, con le parole di Giovanni Paolo II, vogliamo soffermarci solo su quello maestoso e imponente della parete dell’abside che ritrae la Vergine in atteggiamento orante. A Venezia, nell’isola di Murano, nel catino absidale della chiesa di Santa Maria e Donato è possibile ammirare un mosaico molto simile, seppur di dimensioni ridotte, della Vergine orante risalente al XII secolo.

Il 22 novembre 1987, nel contesto dell’Anno Mariano iniziatosi il 7 giugno precedente, Giovanni Paolo II consacrò tutto il testo dell’Angelus a descrivere con ammirazione la bellezza alla Cattedrale di Santa Sofia di Kiev e in particolare quella della Madonna Orante lì raffigurata. Ecco le sue parole, ancora oggi capaci di commuovere:

«Oggi i nostri occhi e il nostro cuore sono rivolti a quella città della santissima Vergine Maria, che porta il nome di Kiev, sulle rive del fiume Dniepr, tra le vaste steppe dell’Ucraina.
La Rus’ di Kiev con la sua conversione al cristianesimo, mille anni fa, ricevette la fede cristiana dalla Chiesa bizantina, in un’epoca nella quale il successivo estraneamento con la Chiesa latina non si era ancora consumato; ricevette quindi la fede nella forma bizantina insieme con la sacra Scrittura, le opere dei santi padri e i libri liturgici, tradotti ormai in lingua slava antica dai fratelli Cirillo e Metodio, venuti da Tessalonica e chiamati apostoli degli Slavi. Dietro i missionari vennero numerosi monaci artisti, che riempirono le chiese di mosaici, di affreschi, di icone.
La Chiesa dell’antica Rus’ di Kiev ereditò da quella bizantina una grande venerazione per la Madre di Dio. Innumerevoli sono i templi dedicati alla Madonna. La prima cattedrale di Kiev, la città madre, fu consacrata a Maria assunta in cielo. Essa superava per bellezza tutte le chiese della Rus’ di Kiev, come scrive il cronista del tempo: “Il principe la ornò d’oro e d’argento, di pietre preziose e di ricche suppellettili, cosicché non ne esisteva una simile in tutti i paesi circostanti”.

Nel grandioso mosaico dell’abside, sullo sfondo splendente d’oro, si staglia la maestosa figura della Madonna orante, simbolo o meglio icona della Chiesa in preghiera che intercede perennemente per la salvezza di tutti gli uomini. Essa porta il nome di “Parete indistruttibile”. L’autore di questo mosaico calcolò con molta precisione la forza e l’angolazione dei raggi del sole a mezzogiorno, nel momento della preghiera dell’“Angelus Domini”. Illuminato, dalla luce solare, l’abito azzurro e violetto della Madonna, trapunto d’oro, emette uno splendore vivissimo. La composizione dell’abito e il suo ornamento fanno apparire l’icona ancora più monumentale, soffusa di misticismo, di maestà, di santità. Nell’arcata dell’abside si legge la scritta in greco del Salmo 46: “Dio sta in essa: non potrà vacillare; la soccorrerà Dio, prima del mattino” (Sal46, 6).

Kiev è città santa, perché città mariana per eccellenza. In essa la Madonna orante è invocata come protettrice della città e come Madre delle altre città della Rus’. Qui essa da mille anni assiste i suo

i fedeli e intercede per essi presso il Figlio suo Gesù. Già 950 anni fa il principe di Kiev, Jaroslav il Saggio, consacrò a lei tutto il suo popolo. Ora nel millesimo anniversario del Battesimo della Rus’ di Kiev, il popolo cristiano di Kiev e dell’Ucraina rinnova davanti a lei le promesse fatte a Dio al momento del Battesimo, perché voglia proteggerlo nel nuovo millennio della sua storia cristiana.
Con tutti i fedeli di quella amata terra eleviamo anche noi la nostra preghiera alla Vergine Santa».

Non resta che sperare che la follia della guerra non distrugga, dopo dieci secoli di vita, questa testimonianza di fede e di arte religiosa di un popolo.

P. Aldino Cazzago ocd

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