“Liberté, fraternité, égalité, tué”

Al motto, baluardo della rivoluzione francese, si è aggiunto oggi un nuovo ed atroce ” diritto”, posto addirittura in Costituzione: la possibilità di sopprimere un figlio portato in grembo e non accolto.

La maggioranza assoluta dei membri del parlamento francese ha approvato una modifica della Costituzione che garantisce alle donne nei fatti il diritto all’aborto, cioè alla soppressione della vita di un indifeso. Non si tratta solo di una deriva di coscienza che si inserisce nella culla anche dal punto di vista giuridico della civiltà europea. A passi celeri, la nostra società viene espropriata della capacità di rispettare non solo la vita, ma l’altro, nella misura in cui appare non funzionale al mio bisogno, al mio progetto di vita, alla mia illusione di “libertà”.

Rimando all’articolo del Prof. Alessio Musio pubblicato su Avvenire per un approfondimento sull’aspetto più strettamente etico-giuridico.

Gabriele Tomasoni

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