Per custodire il carisma del Movimento

La nascita di un gruppo per l’approfondimento e la cura del nostro carisma

Introduzione

La scelta delle persone che compongono il gruppo per la custodia e lo sviluppo del carisma del Movimento è avvenuta attraverso un percorso ampio, iniziato nello scorso giugno, che ha permesso il confronto nel Consiglio del Movimento, con P. Antonio e poi con i Responsabili di Comunità. Nella scorsa Assemblea Generale, da P. Antonio e dal Presidente erano stati definiti i criteri del discernimento:

  • Un gruppo di poche persone, composto da consacrati e laici, che esprimessero il nucleo di ciò che il Movimento è e vuole essere, cioè un’esperienza di amicizia carismatica tra gli stati di vita.
  • Un gruppo di persone che avessero alcune caratteristiche specifiche: dotate di una reale appartenenza al Movimento; dotate della preparazione per approfondire e proporre temi e percorsi legati al carisma; e dotate del desiderio e della capacità di guardare al cammino futuro.
  • All’interno di questo gruppo sarebbe stato poi indicato chi avrà la responsabilità più specifica di guidare e coordinare il lavoro comune, per un’espressione di sintesi di questa comunione.

Tra ottobre a febbraio anche i Responsabili di Comunità hanno partecipato alla riflessione, sia sui criteri che con la libertà di proporre alcuni nomi, dopo il confronto con i rispettivi Consigli. C’è stata quindi un’importante convergenza di proposta su alcuni nomi.

Alla luce di questo percorso (raccontato con più ampiezza e dettagli nell’intervento del Presidente), P. Antonio è arrivato alla proposta concreta di alcune persone: prima presentandone il profilo e poi donando il suo “mandato” al gruppo, come pure a tutti coloro che saranno chiamati a sostenerlo. Sarà infine da definire un nome per il gruppo, come pure la responsabilità da affidare a qualcuno per coordinarlo. Ecco quindi di seguito l’intervento di P. Antonio.

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Intervento di P. Antonio

Dalle parole che avete appena ascoltato è chiaro che io in questo intervento farò dei nomi.
Questo è sempre un pochino rischioso, perché i nomi possono implicare sempre un po’ di domande strane, come: “Perché lui sì e io no? Perché questo e non quell’altro? etc.”
Io quindi vi chiederei di tener presente che i nomi sono tutti intercambiabili. Non c’è nessuno che possa vantare meriti particolari, se non il fatto che in questo momento il suo contributo può sembrare un’opportunità, che potrebbe anche cambiare in seguito. E senza dimenticare che la cosa più importante è che ci siano dei nomi che si offrano “spontaneamente”, non per una maniera clamorosa di mettersi su un palcoscenico, ma perché il Movimento ha bisogno dei doni di ciascuno di loro.
Qualcuno può ricevere dal Signore dei doni che deve custodire, anche se magari io non me ne rendo conto. E c’è una coscienza che in questo momento a me, come fondatore del Movimento, chiede di indicare qualche strada possibile da seguire per il cammino futuro.

Il nostro percorso dura da trent’anni e quindi è giusto indicare strade possibili per guardare avanti.
La prima cosa che faccio ora è quindi quella di fare un elenco di un piccolo gruppo di persone a cui chiedo in modo particolare la custodia e l’approfondimento del carisma del Movimento.
Tra i nomi che vi leggo ora ci sono:

  • tre laici
  • una consacrata nel mondo
  • due frati.

Sei persone, quindi.

I laici

  • Mariangela Savoca: sposata con Gianpiero e madre di tre figlie, insegnante, è attualmente responsabile della Comunità di Enna. Potrà offrire il contributo della sua esperienza familiare e scolastica, della conduzione di una comunità che ha già vissuto per tanto tempo e di una partecipazione da sempre viva alla storia del Movimento, con una sensibilità femminile.
  • Antonio Bellingreri: sposato con Patrizia e padre di tre figli, ha dedicato una vita all’insegnamento universitario. Fa parte della Comunità di Palermo, svolge da tempo anche altrove incontri di approfondimento, partecipa al lavoro della redazione di Dialoghi e vive l’esperienza di condivisione del suo gruppo di comunione. Può quindi mettere a disposizione la sua preparazione culturale, carismatica e pedagogica, oltre alla sua affezione a questa storia.
  • Alessio Musio: sposato con Judith e padre di due figli, professore universitario in Cattolica a Milano e a Brescia, vive a Milano, ma in questi anni si è coinvolto in diversi servizi e compiti: nella redazione di Dialoghi, nel servizio della comunità di Adro (per la quale tiene gli incontri di Scuola di Cristianesimo), nel Consiglio del movimento e da poco nel gruppo che cura il coordinamento degli ambiti educativi. La sua preparazione intellettuale, ma più ancora la sua passione sono e saranno una risorsa certa.

La consacrata del “Carmelo nel mondo”

  • Sandra De Carli: Sandra vive l’esperienza di consacrazione personale nel “Carmelo nel mondo”, una realtà riconosciuta come espressione del Movimento. È psicoterapeuta, impegnata in vari corsi di formazione e lavora, in particolare, presso lo Hospice di Trento. In passato ha vissuto l’esperienza della responsabilità della Comunità, mentre oggi, oltre a partecipare a un gruppo di comunione, è impegnata nell’opera di Archa, per iniziative editoriali, artistiche e culturali legate al Movimento. La sua conoscenza del carisma, come pure la sua esperienza personale, saranno di aiuto e stimolo al lavoro.

I Frati

  • P. Gino Toppan: da sempre coinvolto nella storia della nostra esperienza, rappresenta il punto di maggiore continuità storica di amicizia con me, con gli amici laici che hanno contribuito a iniziare questa storia e con l’intuizione carismatica di fondo del Movimento. Attualmente impegnato anche in un servizio particolare alla casa Delbrêl, può offrire un punto di contatto con l’impegno di molti a livello caritativo.
  • P. Fabio Silvestri: attualmente impegnato nel Consiglio come Vice Presidente, ha lavorato per diversi anni nell’ambito degli Universitari e con un gruppo di approfondimento culturale, ed è attualmente impegnato nella redazione di Dialoghi. In questi ultimi anni ha collaborato con me alla preparazione degli strumenti di Scuola di Cristianesimo e per alcuni approfondimenti carismatici. Si dedica inoltre in modo ampio alla cura pastorale di giovani, coppie e famiglie.

Come compito, posso dire che chiedo a queste persone di prendersi la responsabilità di approfondire e custodire il carisma con un lavoro serio e appassionato, sia da un punto di vista dello studio, sia da un punto di vista delle esperienze, sia dal punto di vista educativo.

Chiedo a loro, in particolare, tre cose.

Vi chiedo di essere amici di Cristo e testimoni di questo dono.
Vi chiedo di essere tra voi amici in Cristo.
Vi chiedo di aver cura del Movimento e del suo cammino.

Ecco sono poche persone, però a queste è affidata in qualche modo una custodia del carisma, che non vuol dire nulla di particolare come diritto da vantare, ma molto da chiedere, come stimolo alla attenzione, alla generosità, alla capacità di far crescere quello che il Signore ci affida, anche a livello così embrionale, quasi iniziale, come qualcosa che deve crescere.
Ecco, questi sono i compiti che io devo e voglio sottolineare.

Ripeto tutti i nomi potrebbero essere diversi o cambiati. Il fatto è che bisogna farne qualcuno per iniziare il cammino, per stimolare un cammino. Quindi nessuno si senta escluso.
Può essere che ci sia qualcuno di voi a cui il Signore in questo momento sta suggerendo nel cuore di donare la vita perché questa storia, questo Movimento, possa crescere, svilupparsi, fare del bene, aiutare persone in difficoltà: può essere benissimo! E allora potrebbe dirmi: “Ma se il Signore suggerisce questo, perché hai fatto questi nomi?”.
Perché io oggi devo tentare di intuire qualcosa.

E alle sei persone indicate io mi sento, come responsabile di questa storia, di affidarmi e di affidare tutte le altre persone del Movimento, cioè voi.
Quindi Mariangela Savoca, Antonio Bellingreri, Alessio Musio, Sandra De Carli, p. Gino Toppan e p. Fabio Silvestri: voi sapete adesso che abbiamo tutti dei custodi della nostra storia, del nostro carisma.
Ma il fatto che loro siano incaricati di questo compito non esclude il fatto che tutti voi dobbiate custodirli! Dobbiamo custodirli!

Anche nella storia della Chiesa, quando si stabilisce che ci siano dei responsabili, come ad esempio dei preti o responsabili di una comunità, la Chiesa non trascura mai il fatto che ci sia questa responsabilità.
E cioè che i responsabili siano innanzi tutto affidati alla responsabilità di coloro che sono destinatari della loro responsabilità.
Tu sei il mio responsabile perché qualcuno ti ha indicato, qualcuno ti ha suggerito, e io devo sostenerti, io devo avere cura di te, io devo essere responsabile di te, io devo farti amare il lavoro che stai facendo, io devo facilitarlo.
O
gni responsabilità suppone di far crescere, di far sviluppare tutte le responsabilità necessarie perché la scelta fatta sia bella e sia utile.

Questo io dico oggi a tutti, a questo tengo. E in qualche maniera è come dire che mi piacerebbe poter fare il nome di ciascuno di voi e mettere dentro questa indicazione tutta l’espressione della mia fiducia, del mio affetto, di tutto ciò che vi può sostenere.
Invece è sufficiente dirvi che vi considero tutti responsabili, perché desidero che siate tutti responsabili, e chiedo al Signore l’aiuto di tutti e l’aiuto per tutti.
Nello stesso tempo, ho suggerito alcuni nomi, perché mi pare importante che la nostra storia indichi comunque delle persone che possano essere guardate con un affetto particolare, con una cura particolare, con un affidamento particolare, per il loro compito difficile.

A loro vada la vostra “fidanza”, come dicevano gli antichi, per esprimere una fiducia data a più persone e a ciascuno.

Vi benedico,

P. Antonio M. Sicari

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