Per l’Avvento e il Natale – 5

Anche per questa riflessione sulla figura di Maria che il tempo di Natale celebra il 1° gennaio come Madre di Dio, ci affidiamo alle parole del teologo ortodosso russo Aleksandr Schmemann. Così scrive:

«Nell’antichità, prima che si formasse l’anno liturgico, l’unica festa in onore della Vergine Maria era il 26 dicembre, il giorno dopo il Natale, e aveva il nome (che conserva ancora oggi di “Sinassi [cioè l’assemblea dei fedeli riuniti per la preghiera] della Santissima Madre di Dio”. Proprio negli inni e nelle preghiere di questo giorno troviamo la falda più profonda del tema mariano caratteristico della fede cristiana, cioè del nostro atteggiamento dei confronti di Maria, della nostra percezione della sua figura, della sua persona, del suo posto nella nostra vita religiosa.

Un tema, un motivo attraversa come un fil rouge tutte le celebrazioni natalizie: l’esperienza della Madre di Cristo come dono offerto dal mondo, dall’umanità al dio che viene sulla terra. “Che cosa ti offriremo, o Cristo”, chiede una delle preghiere natalizie. E risponde: “Ogni creatura da te plasmata ti offre qualcosa per renderti grazie: gli angeli ti offrono il canto, i cieli ti offrono la stella, i Magi presentano i doni, i pastori il loro ingenuo stupore, la terra prepara una grotta, il deserto, invece, una greppia. E noi ti offriamo la Madre Vergine!”. […]

E come se la fede dicesse a Dio: Tu ci doni, per amore, tuo figlio; e noi, per amore, ti doniamo Maria, la Vergine Madre, affinché il Figlio di Dio possa diventare il Figlio dell’Uomo, essere uno di noi, e unirci in se stesso a Dio. Nella persona di Maria si celebrano le nozze tra Dio e il mondo, si attua il loro reciproco amore. […]

L’amore con cui Dio ha amato da sempre il mondo, e l’amore con cui nel profondo il mondo da sempre ama Dio, si sono uniti e compiuti in questa figura, che è l’unica e autentica figura del mondo, della vita e dell’uomo, quando essi si uniscono con il Dio che li ha creati e li ama».

Il Verbo di Dio è entrato nella storia umana grazie al sì che Maria ha pronunciato in risposta all’annuncio che l’angelo le aveva fatto. Nella logica della fede anche i nostri fragili sì possono trovare nel suo sì la forza e la capacità di abbandono allo stesso Dio a cui ella si è abbandonata. Nella storia della salvezza il suo ruolo è stato determinante. È per questo che il titolo di “Madre di Dio” è il più significativo di tutti i suoi titoli.

Aldino Cazzago ocd

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