Per l’Avvento – 3

La breve riflessione sull’Avvento e sul Natale continua lasciando una volta ancora la parola al teologo ortodosso Aleksandr Schmemann. Così scrive: «Quante cose abbiamo, perso, dimenticato, tradito! Ma forse non è ancora troppo tardi: forse, uscendo ora nella notte gelida, possiamo di nuovo sollevare lo sguardo, verso il cielo. Guardare le stelle e riflettere sulla vita che abbiamo sprecato, che scivola continuamente nel nulla e nel buio, e cominciare pian piano a tornare.

In questo, in questo soltanto consiste l’“l’Avvento”, che ci ripete continuamente, all’inizio in maniera sommessa e poi in maniera sempre più chiara e forte: “Cristo nasce, glorificatelo, Cristo discende dai cieli, andategli incontro, Cristo è sulla terra, elevatevi!”. Ci chiama a fissare questo incontro, questa gloria, questa ascesa; ci chiama a sospirare dal profondo dell’essere e a volere con tutta l’anima un’altra cosa.

[…] Si potrebbe spiegare a lungo in che cosa crediamo noi cristiani, che cosa testimonia e annuncia il Natale, tuttavia, come dice il saggio, spiegare è doveroso, ma non serve a niente: seduti in una sala buia, ascoltando una musica realmente eterna, ci abbandoniamo ad essa in silenzio, e analisi e riflessioni cominciano solo dopo, così come i tentativi di spiegarsi l’un l’altro quello che era così chiaro e semplice mentre ascoltavamo. Lo stesso succede per la fede e anche per il Natale. […].

Prima di ogni filosofia, prima di ogni analisi dobbiamo percepire e accogliere la verità e la bellezza del Natale, che da secoli risplende negli occhi dei bambini; dobbiamo percepire e accogliere la verità e la bellezza della figura umana, che ci si svela nei tre sapienti che dedicarono tutta la vita a cercare il Bambino e lo trovarono. Anche noi, come loro, veniamo da lontano: dal deserto della vita, dalla sua opaca quotidianità, da aberrazioni e sofferenze.

Non basteranno libri e riflessioni a convincerci. Continuerà a bruciarci la domanda: esiste la verità sulla terra, esiste un assoluto a cui sia sempre possibile far ritorno, per respirare a pieni polmoni e trovare risposta?».

Questo Natale, come ogni altro Natale, chiede una cosa sola: lasciare che accada, che avvenga senza porre barriere, ostacoli e tentennamenti fra lui e ognuno di noi.
In questo tempo di Avvento l’invito di Gesù a diventare «come i bambini» (Mt 18,3) si carica così di una particolare forza persuasiva e indica una strada che tutti possono percorrere. 

Aldino Cazzago ocd

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