Si riporta di seguito la lettera del nostro Presidente, Gabriele Tomasoni, scritta per la Solennità di S. Giovanni della Croce.

Cari Amici,

mi è difficile fare oggi una riflessione in occasione della festa di S. Giovanni della Croce. La difficoltà non deriva dalla situazione sanitaria che ancora stiamo vivendo.

Il lockdown, infatti, mi ha richiamato ad uno degli aspetti che il nostro Fondatore ha testimoniato: “Ogni situazione vissuta, anche la più difficile, è occasione per accostarci all’Amore di Dio”.

Il lockdown è per noi un’opportunità per recuperare l’Essenziale a scapito del superfluo. Penso ai gesti familiari di preghiera, alla possibilità di coltivare in modo privilegiato i rapporti familiari, alla grazia di riconoscere con evidenza i Doni che il Signore ci elargisce quotidianamente e che, nella frenesia delle giornate lavorative, non sappiamo più scorgere.

La difficoltà, cui accennavo, sta nella sproporzione che inevitabilmente si manifesta tra ogni mia riflessione su S. Giovanni della Croce e la ricchezza contenuta nella Scuola di Cristianesimo di quest’anno, che richiama in modo immediato e diretto l’insegnamento del Santo.

Abbiamo trattato della gratuità dell’Amore di Dio, della Parola di Dio che si fa Carne e della “Carne che si fece Verbo” (cap. 4 Il Divino Cantico), della sponsalità con Gesù, dell’abbraccio dello Spirito Santo, che ci raggiunge.

Vi confesso che mi è venuto il desiderio di rileggere il “Divino Cantico”.

Di fronte a tanta ricchezza credo non ci sia nulla da aggiungere se non il ringraziamento al Signore per averci resi parte della famiglia Carmelitana, che offre e riceve dal MEC la passione di un innamorato desideroso di raggiungere sempre più l’intimità con il Signore e di manifestare la gioia per la certezza di un Amore incontrato.

Un abbraccio,

Gabriele

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